I corpi presentano tracce di violenza carnale

Pioniere del genere splatter, girato quasi interamente a Perugia, I corpi presentano tracce di violenza carnale ha ispirato generazioni di cineasti, uno su tutti: Quentin Tarantino. Il regista de I corpi: Sergio Martino è tornato ‘sul luogo del delitto’, più di quarant’anni dopo, grazie a Edicola 518 che ha organizzato la proiezione del film del 1973 sulle mura della chiesa di Sant’Ercolano. Proprio davanti alle scalette in cui è stata girata una scena del film. Una pellicola profetica: guardandola non si può non pensare al triste caso di cronaca che toccherà la città trent’anni dopo, con l’omicidio di Meredith Kercher. Il film comincia, infatti, con l’uccisione di una studentessa straniera.

Una scena del film in piazza Quattro Novembre

Opera d’altri tempi, quando ancora non esistevano gli effetti speciali e i cadaveri erano fatti con i pupazzi. Un film invecchiato bene, capace di suscitare ancora una forte tensione; come nei 15 minuti finali, quando la protagonista rimane sola, chiusa in casa con l’assassino. Una sequenza praticamente muta, cinema nella sua essenza più vera: senza bisogno di parole, solo con le immagini a raccontare un’angoscia. “Al tempo la gente gridava dentro al cinema quando vedeva la scena”, racconta il regista. La stessa sequenza che ha segnato profondamente Tarantino. “Un ragazzone pieno di gioia e entusiasmo che quando mi vede si genuflette- dice Martino- Quentin ricorda a memoria la meccanica esatta del montaggio, quanti secondi dura ogni inquadratura”.

La proiezione del film sulle mura di Sant’Ercolano

Un film figlio del suo tempo. Di un’epoca in cui il cinema italiano era un’industria. E per fare film bisognava rispettare determinate condizioni. “Un po’ di sesso, un po’ di sangue, un po’ d’amore ed eventualmente un po’ d’azione, questi erano gli ingredienti imprescindibili”, racconta Martino. Il titolo del film è frutto della stessa logica. In origine doveva chiamarsi “Quattro ragazze sole”, bocciato da produzione e distribuzione. Troppo poco ammiccante per il pubblico. A Martino fu chiesto di proporre un nuovo titolo, che poi diventerà quello definitivo, o quasi. Il regista infatti propose ‘I corpi non presentano tracce di violenza carnale’. Il ‘non’ fu tolto, ovviamente, dalla distribuzione, per strizzare l’occhio al pubblico ed alludere ad eventuali scene erotiche (che puntualmente sono state fatte inserire). E infine la decisione di ambientare il film a Perugia. Si può pensare che il regista rimase senza fiato davanti alla bellezza della sala dei Notari e di piazza Quattro Novembre. La realtà è un po’ meno poetica. Il produttore voleva una città con un’università internazionale, che giustificasse la scelta di girare in inglese ed aprire a un mercato più ampio. Martino ha sottolineato, però, che Perugia “ha dato un certo tipo di credibilità al racconto”. Il regista conclude poi con una battuta, riferita a quello che fu il ‘cinema italiano commerciale di genere’, osannato in tutto il mondo e ritenuto spazzatura dalla critica italiana del tempo. “Invece di champagne facevamo gazzose; gazzose che però venivano esportate in tutto il mondo”. Gazzose in cui c’era tutta l’intuizione e l’abilità artigianale che ha fatto grande il cinema italiano.

Il regista Sergio Martino dopo la proiezione
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